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  1. LA RICERCA SCIENTIFICA DI BASE ED APPLICATA

Quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, la Fondazione Santa Lucia svolge un’intensa attività di ricerca nel settore della riabilitazione neuromotoria e più in generale in quello delle neuroscienze.

Le sperimentazioni sono fortemente integrate con le attività di assistenza, ed è per questo che durante la permanenza in Fondazione, l’Utente può essere contattato per partecipare ad un progetto scientifico, previo consenso informato.

I programmi di ricerca realizzano un’attività fondamentale nel campo dell’assistenza perché consentono di scoprire nuove cure e trattamenti riabilitativi nell’interesse dell’Utente e più in generale della collettività.

All’interno della Fondazione, è operante un Comitato Etico.

Il Comitato si riunisce periodicamente, applica i criteri di valutazione internazionalmente riconosciuti (sanciti nella “Dichiarazione di Helsinki” – ed. 1996 – e ribaditi durante la “Convenzione per la Tutela dei Diritti dell’Uomo e della Dignità dell’Essere Umano nei confronti dell’applicazione della Biologia in Medicina”, tenutasi a Strasburgo nel 1996), ed è garante della tutela dell’Utente nel corso della sperimentazione.

Prima di essere inserito in un “protocollo di ricerca” l’Utente viene adeguatamente informato sul progetto e sui relativi esami da svolgere attraverso la debita compilazione e sottoscrizione dell’apposito modulo di “consenso informato”.

 

Ambiti della Ricerca

Negli ultimi anni, la ricerca ha compiuto prodigiosi passi avanti nel campo delle neuroimmagini, della neuropsicologia, della neuropatologia, della neurochimica e della neurobiologia molecolare determinando una profonda trasformazione delle scienze neurologiche.

Nell’ambito di questo processo, la Fondazione ha avvertito la necessità di attuare un programma di investimenti finalizzato alla realizzazione e mantenimento di un centro di ricerca all’avanguardia all’interno del quale sono presenti i laboratori di analisi (per la ricerca clinica e di base) attrezzati con le più moderne e sofisticate apparecchiature.

E’ anche grazie a questa qualificante realtà se i ricercatori e i tecnici della Fondazione hanno sviluppato una particolare conoscenza ed abilità nel settore delle neuroscienze.

L’adesione di numerosi studiosi, sia italiani che stranieri, ha consentito di creare all’interno dell’Ospedale dei laboratori di ricerca dove vengono condotte importanti ricerche sulle neuro-lesioni e le loro conseguenze motorie e cognitive. I risultati di tali ricerche sono costante oggetto di pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali.

Negli anni gli interessi scientifici dell’Istituto si sono consolidati, estendendosi all’intera l’area delle Neuroscienze, nell’ottica di sviluppare la prevenzione e la riabilitazione delle malattie altamente invalidanti che colpiscono il sistema nervoso anche attraverso il perfezionamento delle conoscenze di base. La Fondazione si è dotata di tutta una serie di laboratori disciplinarmente diversificati e finalizzati allo studio epidemiologico, diagnostico-strumentale, genetico, biologico molecolare delle patologie alla base di condizioni di disabilità neurologica.

Sette diverse linee di ricerca trattano diffusamente le più importanti problematiche di settore attraverso l’articolazione in vari laboratori (Box n° 1).

Rivestono particolare rilievo gli esperimenti di neurofisiologia della locomozione e delle sue interazioni con la postura; tali studi si avvalgono anche di informazioni ottenute durante due missioni spaziali sulla navetta Shuttle in situazioni di assenza di gravità (Box n° 2).

La Fondazione negli ultimi anni ha inoltre rinnovato le proprie attrezzature e tecnologie avanzate; il Box n° 3 riporta l’elenco delle 20 maggiori attrezzature, tecnologie avanzate ed apparecchiature sanitarie qualificanti per l’assistenza e per la ricerca coerenti con il riconoscimento.

 

Recentissimi sviluppi della ricerca scientifica applicata,  sviluppata dalla Fondazione Santa Lucia, riguardano le “Applicazioni Cliniche delle Interfacce Cervello Computer”.

Nel caso dei trattamenti riabilitativi l’obiettivo principale è la riduzione della disabilità, dovuta ad una qualsiasi condizione patologica, ovvero il raggiungimento della massima autonomia possibile.

Recentemente, l’ideazione e la sperimentazione di dispostivi elettronici in grado di migliorare le capacità di comunicazione e di gestione dell’ambiente domestico hanno aperto nuove speranze a pazienti affetti da gravi disturbi del movimento (Assistive Technology).

Patologie del sistema nervoso sia di tipo degenerativo (ad esempio Sclerosi Laterale Amiotrofica, Amiotrofie Spinali), vascolare (ictus cerebrale e del midollo allungato), che postraumatiche (traumi cranici e del midollo spinale) possono portare alla perdita del controllo muscolare in vari segmenti corporei inducendo una condizione di disabilità permanente di grado variabile, fino all’impossibilità per il soggetto di contrarre un singolo muscolo pur rimanendo perfettamente senziente, cosciente e cognitivamente intatto (ad esempio la sindrome locked-in).

In generale, la dignità dei soggetti portatori di una condizione di diversa abilità è fortemente violata dalla difficoltà fino all’impossibilità di comunicare ed interagire con il mondo esterno se non per via del “caregiver”, precludendo a queste persone una vitale e gratificante interazione sociale.

Il progresso nella ricerca e la estensiva validazione clinica di dispositivi tecnologici di ausilio può essere considerato un dovere morale delle società sviluppate, per la protezione e l’inclusione sociale delle categorie più deboli.

Su queste basi, il Laboratorio di Imaging Neuroelettrico (NEILab) della Fondazione Santa Lucia ha ormai da anni, iniziato un percorso di ricerca in ambito di “Brain Computer Interfacing” non invasivo (BCI, interfacce cervello-computer). Il BCI rappresenta una promettente opportunità per soggetti, che a causa di patologie neurodegenerative o traumatiche possono perdere del tutto il controllo volontario dei loro muscoli e con esso la capacità di comunicare con l’esterno, di generare una nuova via di comunicazione direttamente dal cervello ad un dispositivo di uscita (ausilio), senza più dipendenza dai nervi periferici e dai muscoli. In parallelo, l’impegno del settore di ricerca in oggetto è volto ad incrementare una linea di sviluppo di piattaforme di accesso ad ausili tecnologici già esistenti, che siano modulabili in relazione alle necessità dei pazienti-utenti con disabilità motorie di grado variabile (Assistive Technology) fino all’eventuale utilizzo di sistemi BCI.

Riempire il “gap” esistente ancora oggi tra questi temi svolti a livello di ricerca e le necessità cliniche rappresenta il primo passo richiesto nel processo di translazione delle tecnologie avanzate dall’ambito prototipale di laboratorio all’ambiente clinico. All’interno del NEILab, le competenze di tipo medico-riabilitativo e bioingegneristico-informatico si confrontano per sviluppare un approccio multidisciplinare alla neuroriabilitazione, al cui centro ci sia l’utente diversamente abile in grado di relazionarsi con l’ambiente in maniera meno dipendente da personale clinico e familiare nelle diverse fasi della vita.

Ad oggi il settore di ricerca vanta la produzione di articoli scientifici su riviste indicizzate, la partecipazione a diversi progetti di ricerca finanziati da enti nazionali (Telethon-Uildm; Ministero della Salute) e internazionali (VI e VII FP della Comunità Europea, NIH-USA) e lo sviluppo e implementazione di dispositivi di ausilio prototipali.

Vengono elencati di eseguito i progetti correntemente attivi:

 

 

TOBI: TOols for Brain-computer Interaction; ICT-2007-224631; Novembre 2008-Gennaio 2013; http://www.tobi-project.org.

TOBI è un progetto europeo di ricerca in cui si sta sviluppando una tecnologia per l’interazione cervello-computer (BCI Brain Computer Interface) con alto livello di usabilità, destinata a migliorare la qualità di vita di persone disabili e l’efficacia della neuroriabilitazione. Attualmente 4 prototipi di BCI non invasive sono disponibili presso la Fondazione Santa Lucia, e sono inseriti nella fase di ricerca clinica translazionale.

Coordinatore: Prof. Prof. José del R. Millán, Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Losanna, Svizzera.

Consorzio: Technische Universitaet Berlin, Berlino Germania; Technische Universiteat Graz, Graz, Austria; Fondazione Santa Lucia, Roma, Italia; Eberhard-Karls Universitaet Tuebingen, Tubinga, Germania; University of Glasgow, Glasgow, Scozia; Qualilife S.A, Lugano, Svizzera; Stiftung Orthopaedische Universitaetsklinik Heidelberg, Heidelberg, Germania; Schweizerische Unfallversicherungsanstalt, Kreuznacher Diakonie, BUK, Germania; Associazione Italiana per l’Assistenza agli Spastici della Provincia di Bologna, Bologna, Italia; University of Wuerzburg, Wuerzburg, Germania; Medel GmbH, Germania.

 

DECODER: Deployment of Brain-Computer Interfaces for the Detection of Consciousness in Non-Responsive Patients; ICT- 2007-247919; Febbraio 2010-Aprile 2013; http://www.decoderproject.eu/.

DECODER è un progetto di ricerca europeo in cui si sta sviluppando un prototipo basato sulla tecnologia delle interfacce cervello-computer (BCI) per valutare le abilità cognitive e di coscienza residue in pazienti affetti da disordini dello stato di coscienza. Lo scopo ultimo è quello di fornire uno strumento di supporto diagnostico e dove possibile uno strumento di comunicazione. Un prototipo di BCI non invasivo è disponibile presso la Fondazione Santa Lucia, ed inserito nella fase di ricerca clinica translazionale.

Coordinatore: Prof.ssa Andrea Kübler University of Würzburg, Germania.

Consorzio: Fondazione Santa Lucia, Italia; Technische Universität Graz, Austria; Medical Research Council, Inghilterra; Universiteit Maastricht, Olanda; Université de Liège, Belgio; Eberhard Karls Universität Tubinga, Germania; Association du Locked-In Syndrom (ALIS), Francia; Guger Technologies OG, Austria.

 

BETTER: Brain-Neural Computer Interaction for Evaluation and Testing of Physical Therapies in Stroke Rehabilitation of Gait Disorders. ICT-2009-247935; Febbraio 2010-Gennaio 2013; http://www.iai.csic.es/better/.

Lo scopo principale di Better è il miglioramento delle terapie riabilitative dei disordini del cammino nei pazienti con ictus, basandosi su tecnologie assistive che consentano un’interazione tra sistema nervoso e computer. Il progetto mira a migliorare la riabilitazione dell’ictus mediante esoscheletri indossabili e apparecchiature robotiche per la riabilitazione del cammino basandosi su un approccio top-down.

Ovvero, il robot esercita una stimolazione fisica, in periferia, secondo l’attivazione di uno specifico schema di attività neurale. Questo intervento dovrebbe permettere una riorganizzazione della corteccia cerebrale. Tale approccio top-down dovrebbe incoraggiare la plasticità delle strutture danneggiate del cervello al fine di migliorare la funzione locomotoria.

Coordinatore: José L. Pons; Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Madrid, Spagna.

Consorzio: Instituto de Biomecánica de Valencia, Valencia, Spagna; Universitaetsmedizin Goettingen, Georg-August-Universitaet Goettingen, Goettingen, Germania; Graz University of Technology, Graz, Austria; Guger Technologies OEG, Austria; Fondazione Santa Lucia, Roma, Italia; Össur hf, Reykjiavik, Islanda; Eberhard-Karls-Universitat Tübingen, Germania; Technaid S.L., Madrid, Spagna; University of Maribor, Maribor, Slovenia.

 

CONTRAST: An individually adaptable, BNCI-based, remote controlled Cognitive Enhancement Training for successful rehabilitation after stroke in-cluding home support and monitoring. ICT-2011-287320; Novembre 2011-Ottobre 2014; http://www.contrast-project.eu/.

In progetto CONTRAST si propone di sviluppare e validare un sistema di brain computer interface, autoadattativo, di alta usabilità, a supporto della riabilitazione cognitiva in pazienti affetti da ictus sia nella fase di ospedalizzazione che in un secondo momento a casa. Il sistema di BCI permetterà di supportare un training cognitivo sfruttando i meccanismi di neuromodulazione del segnale EEG; diversi moduli di training cognitivo verranno sviluppati al fine di potenziare il recupero di funzioni cognitive quali quelle attentive, di memoria ed esecutive. Il sistema BCI di training sarà inserito in una tecnologia più ampia che prevede il monitoring di funzioni vitali del paziente e di aderenza al trattamento sia in ambiente ospedaliero che domiciliare.

Coordinatore: Prof.ssa Andrea Kübler University of Würzburg, Germania.

Consorzio: Julius-Maximilians-Universität Würzburg (UNI WUE), Germany; Universität Graz (UNI GRAZ), Austria; Université du Luxembourg (UL), Luxembourg; Fondazione Santa Lucia IRCCS (FSL), Italy; T-Systems ITC Iberia (T-SYSTEMS), Spain; Mind Media BV (MMBV), Netherlands; Hasomed GmbH (HASOMED), Germany.

 

ABC: Augmented BNCI Communication; ICT-2011-287774; Novembre 2011-Ottobre 2014; http://www.abcproject.eu/index.php

ABC si propone di potenziare le capacità motorie e di interazione di persone (adulti e bambini) affetti dagli esiti di paralisi cerebrale infantile discinetica. Il cuore dello sviluppo tecnologico si basa su sistemi di brain computer interface che permetteranno all’utente di comunicare, di interagire in maniera semplice con l’ambiente, facilitando l’apprendimento (nei bambini), la partecipazione sociale e in generale promuovendo l’autonomia delle persone. La tecnologia ABC sarà composta da quattro moduli basati su i più moderni metodi di processamento del segnale biologico, di interfacce per la comunicazione aumentativa e dell’affective computing.

Coordinatore: Juan Manuel Belda Lois; Instituto de Biomecanica de Valencia (IBV) Valencia, Spagna.

Consorzio: Instituto de Biomecanica de Valencia (IBV) Valencia, Spagna; Fraunhofer-Gesellschaft zur Foerderung der Angewandten Forschung, Fraunhofer, Germania; Agencia Estatal Consejo Superior de Investigaciones Cientificas, Spagna; Technische Universitaet Graz, Graz Austria; Eerhard Karls Universitaet Tuebingen, Tubinga, Germania; Fondazione Santa Lucia, Roma, Italia; Hugo Filipe Silveira Gamboa Plux, Portogallo; TechnAid sl, TechnAid, Spagna; Asociacion Valenciana de Ayuda a la Paralisis Cerebral, AVAPACE, Spagna.

 

BRINDISYS: Brain-computer interface devices to support individual autonomy in Locked-in individuals; ARISLA grant; Ottobre 2010- Giugno 2013; http://www.brindisys.it/.

Brindisys si inserisce nell’ambito della tecnologia assistenziale e ha l’obiettivo di sviluppare un dispositivo interfaccia cervello-computer, che permetta una maggiore autonomia dei pazienti affetti da gravi problemi motori sequela della Sclerosi Laterale Amiotrofica. Scopo di Brindisys è lo sviluppo e validazione di un sistema di ausilio volto a preservare la comunicazione di una persona che perda progressivamente le sue capacità motorie, per mezzo di un’interfaccia utente che impieghi efficacemente le funzioni residue. Nell’interfaccia utente verrà integrata un’interfaccia cervello-computer che, anche in assenza delle contrazione muscolare, potrà permettere all’utente di adoperare il sistema.

Coordinatore: Dr. Febo Cincotti, Fondazione Santa Lucia IRCCS, Roma.

Consorzio: Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Dipartimento di Ingegneria informatica,automatica e gestionale, Roma; Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, Catanzaro; Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Dipartimento di Neurologia e Psichiatria, Roma; Associazione Crossing Dialogues, Roma.

BOX n. 1: Linee di ricerca della Fondazione Santa Lucia.

 

  • NEUROLOGIA CLINICA E COMPORTAMENTALE

Valutazione clinica, prognostica e riabilitativa delle Malattie del Sistema Nervoso Centrale.

  • FISIOLOGIA NEUROMOTORIA

Neurofisiologia della locomozione e sulle sue interazioni con la postura. Tali studi si avvalgono anche di informazioni ottenute durante missioni spaziali in situazioni di assenza di gravità.

  • NEUROSCIENZE SPERIMENTALI

Meccanismi d’azione di farmaci neuroprotettivi del Sistema Nervoso Centrale e Periferico. Patologie corticali e sottocorticali (in particolare dello striato) di origine cerebrovascolare. Studi di modelli animali di Sclerosi Laterale Amiotrofica, di malattie autoimmuni (Sclerosi Multipla) e di fattori di protezione dall’apoptosi.

  • NEUROPSICOLOGIA

Neuropsicologia e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e delle abilità visuospaziali nei pazienti cerebrolesi ed in portatori di dislessia evolutiva.

  • NEUROFISIOPATOLOGIA

Neurofisiologia con varie tecniche (EEG, potenziali evocati, stimolazione magnetica transcranica) in pazienti con stroke, Parkinson e manifestazioni epilettiche.

  • NEUROIMMAGINI FUNZIONALI

Neuroimmagini funzionali del sistema sensorimotorio e di attività cognitive in soggetti normali e cerebrolesi.

  • RICERCA TRASLAZIONALE

Stesura e validazione di protocolli tesi al miglioramento della gestione clinica del paziente attraverso l’ottimizzazione degli iter diagnostico-terapeutici e riabilitativi.

BOX n. 2: Esperimenti condotti in collaborazione tra NASA e Fondazione Santa Lucia sulla navetta Shuttle.

 

 

BOX n. 3: Elenco delle 20 maggiori attrezzature, tecnologie ed apparecchiature sanitarie

 

 Attrezzature di particolare rilievo in ambito assistenziale e di ricerca 
TIPOLOGIA CAMPI DI APPLICAZIONE
Risonanza Magnetica diagnostica per immagini, ricerche di neuroimagini funzionali in ambito neuroscientifico.
Risonanza Magnetica
Risonanza Magnetica
Risonanza Magnetica
Tomografo Computerizzato
Computer radiography
X-ray digitale telecomandata
TAC 64 canali
X-ray portatile
Riabilitatore attivo e passivo Studi di neuroriabilitazione in condizioni di sgravio corporeo.
Citofluorimetro Studio delle caratteristiche fenotipiche e funzionali delle cellule ed isolamento delle popolazioni cellulari purificate mediante sorting” ad alta velocità.
Microscopio Scansione Laser Dissezionare singole cellule o singoli pezzi di tessuto per successive analisi molecolari.
Ultracentrifuga Separazione di cellule o componenti sub cellulari.
Sistema computerizzato Studio diagnostico del cammino e fisiologia del movimento.
Sequenziatore Studio delle sequenze aminoacidiche con particolare riferimento a studi di neurogenetica.
Spettrometro di massa Studi di proteomica.
Scintillatore Misurazione di radioattività di campioni biologici post-marcatura.
Motion Capture System Sistema telemetrico per lo studio della fisiologia del movimento.
Ecografo Diagnostica.
Spirometro Diagnostica presso DH respiratorio.
Campimetria computerizzata Valutazione del campo visivo mediante apparecchiatura computerizzata.
Elettroencefalografo Diagnostica di settore.
Elettromiografo
Stimolatore magnetico metodica funzionali non invasiva per lo studio delle caratteristiche dei sistemi motori attraverso erogazione di stimoli magnetici sullo scalpo e registrazione delle risposte vocate (MEPs).
  1. CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI

 

La Fondazione Santa Lucia è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto privato che ha iniziato, con diversa denominazione, la propria attività clinica nel 1960, con la mission di assistere pazienti neuromotulesi, orientando nel tempo l’intervento sanitario anche verso pazienti affetti da lesioni del sistema nervoso, dell’apparato mio-osteo-articolare, a varia eziologia e con esiti invalidanti.

La sua presenza assistenziale nel sistema ospedaliero nazionale è stata portata all’attenzione e considerazione degli specialisti e del mondo della sanità in genere secondo la classica trilogia di presentazione di strutture, mezzi ed organizzazione con i lavori “Il centro di riabilitazione e rieducazione motoria S. Lucia di Roma, C&A Partners 1/1990” e “Sport e ludoterapia al Centro S. Lucia di Roma, C&A Partners 1/1990” a cura di Amadio L, Isabella C, Renzulli L, Tomacelli S.

Il complesso di attività cliniche, di ricerca e di didattica ha portato, nell’agosto 1992, al riconoscimento, da parte del Ministero della Sanità di concerto con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, della Fondazione Santa Lucia quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione per la neuroriabilitazione, in conformità ed applicazione degli ordinamenti nazionali e regionali in materia.

Richiamando l’editoriale “A chi sta a cuore l’eccellenza – Panorama della Sanità 11/2011”, l’identikit della Fondazione Santa Lucia IRCCS si caratterizza nelle sue tre sostanziali linee di produzione:

1) attività assistenziale

La dinamica assistenziale degli ultimi 5 anni è illustrata nella Tabella 1.

Va considerato ora che la piramide elle età sta subendo una significativa variazione nella sua composizione (Aprile R, Palombi M Invecchiamento demografico. Giornate di studio sulla popolazione, Firenze 1999), con indici di geriatrizzazione crescenti nel nostro Paese (come in altri di civiltà occidentali), sicchè l’aspettativa di vita media nelle proiezioni al 2050 si evidenzia in crescita, maggiore per le donne rispetto agli uomini.

Ne deriva di conseguenza un’aspettativa di patologie proporzionata nel tempo al variare della composizione delle classi di età, con presenza di patologie severe e pluripatologie, specie nella coorte dei grandi vecchi.

Questa tendenza richiede una rimodulazione degli indicatori di programma per specialità, tra cui la neuroriabilitazione, con modelli ed assetti di organizzazione sanitaria corrispondenti alla composizione dei sistemi di assistenza differenziata.

La rivoluzione delle scienze medico-biologiche e delle tecnologie consentiranno ancora sopravvivenza di neonati affetti da patologie rare o da traumi severi da parto ed anche di Pazienti di diverse fasce di età colpiti da esiti di patologie degenerative e traumatiche, con aspettative di stima attesa di incremento della domanda sanitaria neuroriabilitativa ad alta complessità.

 

2) attività di ricerca

La Fondazione Santa Lucia sviluppa programmi di ricerca non solo in ambiti scientifici nazionali ma interagisce a livello internazionale con istituzioni omologhe, in rete di collaborazione per attività di ricerca di base ed applicata.

In questo contesti si sono conseguiti riconoscimenti sul piano nazionale ed internazionale che hanno prodotto livelli significativi di impact factor (Tabella 2).

 

 

3) attività di didattica

Da oltre 25 anni è stata sviluppata una importante attività didattica; attraverso specifiche convenzioni la Fondazione Santa Lucia ospita annualmente presso le proprie unità operative e servizi, studenti delle seguenti Università,

  • Università degli Studi di Roma Tor Vergata:
  • 400 studenti dei corsi di laurea triennale per professioni sanitarie di infermiere, terapista della riabilitazione, logopedista,tecnico di neurofisiopatologia.
  • Scuola di specializzazione in Neurofisiopatologia.
  • Scuola di specializzazione in Urologia.
  • Scuola di specializzazione in Neurologia.
  • Università degli Studi di Roma La Sapienza:
  • Scuola di Specializzazione di Neuropsicologia.
  • Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport.
  • Scuola di specializzazione in Neurologia.
  • Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  • Scuola di specializzazione in Geriatria.
  • Scuola di specializzazione in Neurologia.
  • Istituto Universitario in Scienze Motorie di Roma:
  • Corso di Laurea specialistica in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate.
  • Università dell’Aquila:
  • Corso di laurea in Scienze dell’Educazione.
  • Università di Catanzaro:
  • Scuola di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione.
  • Università di Messina:
  • Scuola di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione.

 

4) personale

Su un totale di 310 posti letto di degenza ordinaria e 32 posti letto di day hospital opera una dotazione di personale dedicata all’assistenza diretta pari complessivamente a 659 unità, con un rapporto personale/Pazienti pari a 1,93 (Tabella 3).

 

Professionalità specializzate coordinate in linee di assistenza ad alta integrazione funzionale, strutture edilizie, tecnologie, organizzazione dinamica supportano e caratterizzano la mission della Fondazione Santa Lucia IRCCS che si proietta nel dominio delle neuroscienze secondo orientamenti scientifici e sanitari, come espressi in via generale e specifica nel quadro dei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dei fondamenti dell’OMS.

In materia in particolare va ricordato che a partire dalla strategia OMS della “Salute per tutti per l’anno 2000”, nella evoluzione di periodo manifestata con il programma “Health 21”, la qualità dell’assistenza sanitaria, (definizione OMS) conosce nella qualità delle attività correlate alla tipologia e appropriatezza delle cure di neuroriabilitazione, condizioni per il paziente di vita sanitaria e sociale positive e mentalmente sollecitate verso l’autosufficienza secondo le potenzialità di recupero praticabili.

La tutela del paziente ed il suo recupero funzionale tendono a raggiungere presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS il più alto livello consentito di benessere fisico, psichico e sociale (secondo la classica definizione OMS di salute) e si spingono anche verso l’obiettivo di consolidare e mantenere il proprio potenziale individuale, che si manifesti secondo attitudini, capacità personali, sociali e, nelle forme possibili, anche fisiche (ludoterapia), considerando la salute come risorsa per la vita quotidiana e non come scopo astratto di vita.

La Conferenza Mondiale di Vienna sugli anziani ha adottato come emblema ufficiale “l’albero dei baniani – ficus bengalensis” quale simbolo della longevità, dell’indipendenza, della continua crescita e luogo di riunione comunitaria.

Dai suoi rami scendono radici aeree che, penetrate nel terreno, danno vita a tronchi supplementari: in un continuo divenire l’albero si allarga sempre più sul terreno in un grande solidale abbraccio.

In questa visione ed in questi orizzonti di prospettiva, le persone con disabilità nella attuale percezione di persone che hanno diritti devono quindi ricevere attenzioni e strategie sanitarie e sociali che eliminino ogni forma di barriera ed esclusione secondo una partecipazione umana e culturale che appartiene alla nostra civiltà, in consonanza con gli indirizzi formulati, condivisi, stabiliti per la Regione Europea OMS con la Carta di Tallinn 2008.

 

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